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13/01/2016 Interporto: LA STRATEGIA DI INTERPORTO BOLOGNA PER IL NUOVO ANNO

Nel 2016 l’Interporto di Bologna proseguirà la strada già intrapresa nel corso degli ultimi mesi del 2015, quando si è definito il Piano Strategico della società per i prossimi tre anni, ponendo obiettivi chiari con orizzonti temporali definiti.
Il Piano Strategico 2016 – 2018 si inserisce, completandolo e arricchendolo, all’interno del percorso già delineato nel Piano Industriale 2014 – 2020. In tale contesto, il Piano triennale parte dalla consapevolezza che molte questioni cruciali del sistema logistico regionale e nazionale restano ad oggi caratterizzate da un elevato grado di complessità, anche a causa dei mutamenti di contesto economico e istituzionale, che non sono sempre stati capaci di rispondere in maniera adeguata alle sfide imposte dall’evoluzione del sistema industriale globale.

UN PO’ DI STORIA
L’Autoporto di Bologna, quando è stato fondato nel 1971, corrispondeva essenzialmente alla necessità di delocalizzare dal perimetro urbano i mezzi pesanti per il trasporto delle merci, decongestionando la città e favorendo, allo stesso tempo, la nascita sul territorio bolognese di un’area specializzata nei servizi di trasporto delle merci e nella logistica, un’importante novità non solo per l’Emilia-Romagna, ma anche per l’intera nazione.
A tale fase è seguita una successiva stagione, nella quale l’Interporto ha svolto la funzione di catalizzare i nuovi attori del trasporto, che gradualmente divenivano i Corrieri Espresso, gli Operatori Logistici, i Multimodal Transport Operator (MTO), operando per fare in modo che l’infrastruttura divenisse un punto di riferimento essenziale per un’industria manifatturiera che stava cambiando pelle. Più recentemente l’Interporto ha attratto realtà industriali che hanno compreso il ruolo centrale della logistica.
Già nell’ultimo decennio, la società Interporto Bologna ha cominciato un percorso di graduale trasformazione da gestore di infrastrutture logistiche e magazzini a operatore / fornitore di servizi a valore aggiunto: questa linea evolutiva risulta oggi inevitabile, in particolare successivamente alla decisione degli Azionisti di vendere nel 2015 gran parte delle proprietà immobiliari (magazzini e terreni) sulle quali erano stati sviluppati nel corso della storia della società sia il primo che il secondo Piano Particolareggiato.

LA STRATEGIA DEL PIANO TRIENNALE
A valle di ciò, e considerando che già oggi Interporto Bologna si qualifica sul mercato per gli elementi che ne rappresentano i maggiori punti di forza e che debbono permanere nel tempo – quali garanzia di sicurezza, qualità degli immobili, accessibilità intermodale, offerta di servizi alle imprese – e che tali elementi hanno bisogno di essere ulteriormente potenziati ed arricchiti, il Piano triennale ha perciò individuato le sue linee guida in:
1. estendere il perimetro dei servizi di infrastruttura (di Hub), anche mediante alleanze che mirino a mettere a sistema le aree emiliana e vasta del Triveneto;
2. internazionalizzare i servizi di infrastruttura, attraverso anche alleanze su scala europea, secondo la logica di implementazione dei corridoi merci, in modo funzionale al potenziamento della competitività del sistema economico-produttivo regionale;
3. costruire i nuovi servizi di comunità e di legame tra le infrastrutture, con l’implementazione di un rete di servizi meno connessi al ruolo dell’infrastruttura e relativi a ruoli maggiormente attivi nell’ambito della catena di movimentazione delle merci.
Attraverso l’implementazione delle linee guida, Interporto Bologna ritiene infatti di poter cogliere al meglio le opportunità derivanti dal contesto macro territoriale - quale ad esempio le azioni di completamento del Core Network europeo entro il 2030, dalla crescita in atto nell’outsourcing logistico, dalle politiche di incentivazione all’utilizzo della ferrovia che si stanno intraprendendo in ambito nazionale e internazionale, e dai miglioramenti infrastrutturali in particolare relativamente al tunnel del Gottardo e alla linea ferroviaria adriatica. Quanto in precedenza sempre mantenendo un occhio di riguardo ai mercati emergenti, in particolare nell’Europa orientale.

COSA CI ASPETTA NEL 2016
Nel 2016 Interporto Bologna intraprenderà perciò la prima fase del Piano Triennale, concentrandosi sulla focalizzazione delle performance e sulla difesa della redditività delle attività “core”.
Questo avrà il compito di aprire la strada alle due fasi successive, previste per gli anni successivi: nel 2017 si potranno così ricercare e attivare nuovi motori per la crescita concettualmente prossimi alle attività “core”, mentre nel 2018 si potrà essere in grado di creare ulteriori occasioni per impostare e sostenere le ambizioni di crescita di lungo periodo.
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